Calcio e acqua minerale

Calcio e acqua minerale

A cosa serve il calcio?

Il calcio è un importante micronutriente indispensabile per la salute dell’organismo perché è coinvolto in molteplici processi biologici all’interno del corpo.

Il calcio nella dieta giornaliera non deve mai mancare perché, tra le altre cose, svolge funzioni di regolazione delle membrane cellulari, assicura una corretta coagulazione del sangue e consente la normale mineralizzazione del tessuto osseo.

Una carenza cronica di calcio nell’organismo è associata allo sviluppo di malattie cardiache e rappresenta il principale fattore di rischio per l’osteoporosi.

Ed è proprio nel tessuto osseo che la presenza di calcio è più abbondante.

Il nostro scheletro ne contiene circa 1 kg, quasi il 99% del totale che, sotto forma di sale, va a costituire la parte dura delle ossa e dei denti.

Il restante 1%, invece, è attivo nello svolgere funzioni di equilibrio idrosalino e di regolazione cellulare.

Di quanto calcio abbiamo bisogno?

Nonostante la sua importanza biologica, diversi studi fanno notare come, in quasi tutte le fasce di età, l’apporto quotidiano di calcio sia inferiore ai livelli minimi raccomandati.

Secondo l’I.N.R.A.N. (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) l’apporto giornaliero di calcio nell’adulto dovrebbe essere compreso tra gli 800 e i 1200 mg.

Per raggiungere questi quantitativi, nei Paesi europei, si ricorre principalmente ai prodotti caseari (per il 70%) ma questo non sempre basta.

La restante quota di calcio può essere integrata anche bevendo un’acqua minerale calcica che può rappresentare a tutti gli effetti un valido aiuto per raggiungere la quantità giornaliera consigliata.

Il calcio si trova nelle acque minerali?

Il calcio si trova in quantità rilevanti principalmente nei formaggi, nei latticini e, in misura minore, nella frutta secca, però in pochi sono a conoscenza del fatto che la biodisponibilità del calcio contenuto in alcune acque minerali è sovrapponibile a quello dei prodotti caseari.

Già dal 1997 alcune ricerche, condotte sulla biodisponibilità del calcio contenuto nell’acqua minerale, hanno suggerito come sia verosimile che il calcio contenuto in queste acque sia assorbito a livello gastrointestinale nello stesso modo di quello introdotto con gli alimenti tradizionali.

Per questo motivo tutte quelle acque bicarbonato calciche povere di sodio possono rappresentare, per tutti quei casi che necessitano di un aumentato fabbisogno di calcio come la gravidanza, l’allattamento, l’accrescimento, la terza età, la pratica sportiva o l’intolleranza al lattosio, una fonte importante di questo minerale.

Quali sono le acque ricche di calcio?

Il ruolo dell’acqua minerale nell’alimentazione assume una certa rilevanza solo se il quantitativo di minerale che essa contiene contribuisce a colmare la differenza fra la quantità di minerale assunto con il resto dell’alimentazione e il livello ottimale di assunzione quotidiano (800-1200mg).

L’acqua è considerata ricca di calcio, quindi calcica, se il quantitativo del minerale in essa disciolto è superiore ai 150 mg/litro, per esempio come nelle acque Sangemini, Sveva, Lete, Ferrarelle, ecc.

In questo caso si può parlare di “acqua alimento” poiché, con la sua assunzione, si può arrivare a soddisfare le esigenze di calcio (se biodisponibile, e quindi assimilabile dal corpo) nella dieta quotidiana.

Bere almeno 1,5 litri al giorno di acqua minerale calcica può contribuire al fabbisogno giornaliero di calcio anche in misura del 50%.

Per questo motivo chi ha carenze croniche di calcio o chi pratica un’attività sportiva intensa non deve sottovalutare l’importanza della scelta dell’acqua minerale.

Attraverso l’assunzione di quantità significative, l’acqua calcica può contribuire alla formazione e alla salute dell’apparato scheletrico, al corretto funzionamento del sistema nervoso e alla regolazione dell’attività cardio-muscolare.

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