Calcolosi renale

Calcolosi renale

Cos’è la calcolosi renale?

La calcolosi renale è definita come la presenza di una formazione di aggregati solidi (minerali), di varie dimensioni e natura, che può riscontrarsi lungo tutto l’apparato urinario.

Per lungo tempo può rimanere asintomatica ma quando uno o più calcoli ostruiscono le vie importanti dell’organo, nella maggior parte dei casi, sfocia in una sintomatologia dolorosa tipica della colica renale.

La calcolosi è una condizione patologica, spesso recidivante, che interessa tra il 3 e il 5% della popolazione italiana, in prevalenza maschi e di età compresa tra i venti e i quarant’anni (12-15%).

L’Abruzzo è una delle regioni con la più alta incidenza di calcolosi insieme alle Marche alla Puglia e al Lazio.

Perché si formano i calcoli?

L’origine della formazione di alcuni tipi di calcoli (litiasi) non è ancora stata chiarita pienamente ma senza dubbio dipende da molti fattori e da svariate condizioni metaboliche predisponenti come il tipo di dieta, lo stile di vita, la familiarità, la quantità di liquidi assunti e il sesso.

Alla base della formazione del calcolo sono coinvolti anche altre condizioni non trascurabili come il pH urinario, il grado di saturazione delle urine e alcuni disturbi ormonali-endocrini.

La formazione del calcolo è favorita dalla precipitazione dei sali minerali (es. calcio, ossalato, fosfati o acido urico) contenuti nelle urine.

Questo può avvenire a seguito di un aumento della loro escrezione, concentrazione o della riduzione del volume del liquido che li contiene (urine).

Questi sali possono aggregarsi tra loro formando, in un primo momento, dei cristalli (es. ossalato e calcio) e infine calcoli di dimensioni anche molto ragguardevoli.

Se i calcoli si muovono dalla loro sede originale possono andare a ostacolare o a ostruire il flusso dell’urina, causando dolore e favorendo lo sviluppo d’infezioni o, se l’ostruzione persiste, causare danno ai reni fino all’insufficienza renale.

I calcoli sono tutti uguali?

In base all’origine chimica della composizione si possono distinguere differenti tipi di calcolosi.

I più frequentemente riscontrati sono costituiti da ossalato di calcio (35-40%) o da fosfati (15-20%), mentre sono meno frequenti quelli di acido urico (10%) .

Il restante (30-40%) sono calcoli di origine mista (ossalati e fosfati, ossalati e urati, ecc.).

Conoscere la composizione del calcolo è fondamentale per indirizzare la successiva scelta dietetica nutrizionale che sarà, appunto, adattata per il tipo di calcolosi.

Seguire una dieta adeguata potrà essere d’aiuto non solo nella riduzione del rischio di ricadute ma soprattutto nel rallentare l’eventuale aggregazione di calcoli già presenti e in formazione.

Calcolosi ossalica

 La maggior parte dei calcoli sono di origine ossaliche (70%).

In condizioni normali la quantità di ossalato proveniente dalla dieta o dal metabolismo è minima ma in una piccola percentuale dei casi può verificarsi un’aumentata produzione da parte dell’organismo o un aumentato assorbimento intestinale di acido ossalico.

Questo può verificarsi con più frequenza nelle persone che non assumono abbastanza calcio nella propria alimentazione (diete ipocalciche), in chi soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), in chi è affetto dalla malattia celiaca (celiachia) o come conseguenza di operazioni di resezione alla parte terminale dell’intestino e nel by-pass ileale.

La percentuale di ossalato che il nostro corpo non espelle dipende in gran parte dal contenuto alimentare di calcio (ioni) nella dieta.

Quando si verificano determinate condizione (es. il pH alterato) gli ossalati possono legarsi con gli ioni calcio e formare calcoli di ossalato di calcio.

Quale trattamento dietetico per la calcolosi ossalica?

Qualunque sia il motivo patologico, l’origine prevalente o la composizione del calcolo c’è un approccio dietetico comune per tutte le forme, cioè quello di incrementare al massimo l’apporto quotidiano dei liquidi per aumentare la diluizione delle urine.

Più le urine sono diluite, più si riduce la possibilità che i vari minerali si aggreghino a formare un calcolo.

La misura di prevenzione più efficace è bere molto, soprattutto acqua minimamente mineralizzata, cioè acqua minerale a basso residuo fisso (di minerali).

Le acque minerali adatte alla terapia risultano quelle con il residuo fisso inferiore a 200 mg/l, meglio se a 100 mg/l, tipo l’acqua Fiuggi, Sant’Anna, la Lauretana o la Panna.

Come detto la prima terapia raccomandata in qualsiasi tipo di calcolosi alimentare è quella idropinica, cioè l’assunzione non inferiore a 3 litri di acqua al giorno per ottenere una diuresi di circa 2 litri.

Tale quantitativo deve essere distribuito nell’arco della giornata, possibilmente assumendo un quantitativo di 300-400 ml di acqua sia al risveglio sia prima di coricarsi e deve essere aumentato in caso di eccessiva sudorazione o di perdita gastrointestinale (es. diarrea).

Questo è il primo provvedimento raccomandato in qualsiasi tipo di calcolosi, perché favorisce la diluizione urinaria, mantiene un’abbondante diuresi e permette agli ureteri, che sono dotati di una particolare attività peristaltica intrinseca, di espellere spontaneamente con le urine i calcoli di dimensioni inferiori a 6-7 mm di diametro.

Consigli per la calcolosi ossalica

Oltre a seguire un’alimentazione che miri a ridurre l’assunzione di alimenti ricchi di ossalati è consigliato seguire alcune semplici indicazioni come:

  1. Evitare eccessi di Vitamina C (acido ascorbico) sia alimentare sia farmacologico, poiché aumenta la sintesi endogena (produzione) di ossalati;
  2. Aumentare la quota giornaliera di vitamina B6;
  3. Seguire una dieta con una presenza adeguata di calcio non inferiore alle linee guida raccomandate (>800mg/die);
  4. Limitare l’apporto giornaliero di proteine animali (50 g di proteine/die);
  5. Non aggiungere sale alle pietanze;
  6. Ridurre l’apporto dietetico di acidi grassi perché quelli presenti nel lume intestinale reagendo con il calcio rende più assorbibile l’ossalato;
  7. Bere 2,5-3 litri di acqua oligominerale a pH acido, da assumere possibilmente al di fuori dei pasti e prima del riposo notturno;
  8. Cuocere le verdure, che sono particolarmente ricche di ossalati, in acqua con aggiunta di aceto, perché ne facilità l’eliminazione nell’acqua di cottura.

Quali alimenti evitare chi soffre di calcoli renali?

Dopo essere intervenuti con la terapia idropinica può essere molto utile, a livello alimentare, evitare l’assunzione di quegli alimenti che favoriscono la formazione di calcoli di origine ossalica.

Pertanto sono da evitare principalmente il cacao al latte, amaro e in polvere, il tè, il caffè e le verdure crude.

Bisogna fare attenzione anche agli alimenti ad alto contenuto di ossalato come bietole, spinaci, cavolfiore, sedano, carote, arance, peperoni, albicocche, pomodori freschi, susine, patate, banane, pere, mele e  piselli freschi.

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