Celiachia: l’intolleranza al glutine

Celiachia: l’intolleranza al glutine

Cos’è la celiachia?

La celiachia è una patologia di tipo autoimmunitario che colpisce le persone geneticamente predisposte, più precisamente è un’intolleranza permanente del sistema immunitario al glutine, una sostanza proteica presente nel frumento e in altri cereali.

Fino a 10.000 anni fa l’uomo non coltivava il grano e viveva di caccia, pesca e vegetali e l’organismo umano non conosceva il glutine.

Questa proteina, di fatti, è relativamente nuova nell’alimentazione umana e, nei secoli, non tutte le persone si sono adattate geneticamente a questa alimentazione “moderna”.

Ora la celiachia è una delle condizioni più comuni su scala mondiale, infatti, si manifesta in una persona ogni 100 nati.

L’intestino delle persone celiache non riconosce il glutine come una sostanza digeribile e l’ingestione di alimenti contenenti la proteina, anche se in piccole quantità, determina una reazione immunitaria a livello intestinale con successiva infiammazione cronica della mucosa.

In conseguenza di questa infiammazione i villi intestinali, attraverso i quali sono assimilati i nutrienti, si appiattiscono e scompaiono riducendo così anche la capacità di assorbire gli alimenti, che vengono persi con le feci o con la diarrea.

Quali sono i sintomi della celiachia?

I sintomi della celiachia possono essere vari e, in alcuni casi, anche assenti.

Le manifestazioni tipiche più ricorrenti sono la diarrea, il calo di peso, l’insonnia, il mal di testa, il gonfiore e il dolore addominale, più tantissimi segni di malassorbimento associati come per esempio l’anemia, e nei bambini, anche l’arresto della crescita.

Da sottolineare che nella fase acuta della malattia, alcune persone possono risultare intolleranti anche al lattosio.

Come si diagnostica la celiachia?

Nei casi sospetti e in presenza di sintomi associabili alla celiachia, solitamente è sufficiente sottoporsi a specifici esami del sangue per una prima diagnosi.

La ricerca nel sangue di anticorpi anti-traslutaminasi (anti-tTG) e di anticorpi anti-endomisio (EMA) sono d’aiuto per la fase successiva, la diagnosi definitiva, che può essere formulata solo in seguito a una biopsia intestinale, che consente di determinare l’eventuale danno con atrofia dei villi intestinali.

Nei bambini di età inferiore ai 3 anni, invece, sono particolarmente significativi gli anticorpi antigliadina (AGA).

In alcuni casi, se ci sono ancora dubbi, può essere opportuno eseguire un test genetico per rilevare l’esistenza di geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8, presenti nel 95% dei celiaci.

Nelle famiglie dei celiaci vi è solo una certa predisposizione a sviluppare l’intolleranza al glutine, ma questa non è assolutamente ereditaria.

Come può aiutare l’alimentazione?

Una volta confermata la diagnosi di celiachia bisogna adottare un regime alimentare rigorosamente senza glutine rinunciando a tutti i cereali che ne contengono.

Per questo motivo vanno eliminati completamente dalla dieta: frumento, kamut, avena, triticale, spelta, orzo, segale e farro.

I cereali che possono essere mangiati con tranquillità, sempre facendo molta attenzione alle possibili contaminazioni, sono il mais, il riso, il grano saraceno, il miglio, l’amaranto e la quinoa.

Inoltre, anche le patate e i legumi sono privi di glutine e costituiscono una componente importante di una dieta senza glutine equilibrata.

Attualmente non esistono farmaci per la cura della celiachia e l’unica terapia efficace è quella di seguire una rigorosa dieta senza glutine per tutta la vita.

Questo tipo di alimentazione, in poco tempo, garantisce alle persone celiache il ritorno a un perfetto stato di salute, con la scomparsa dei sintomi tipici e con la graduale normalizzazione della mucosa intestinale.

Negli ultimi anni, piuttosto, si sta diffondendo sempre di più il problema della sensibilità al glutine che non rientra in una diagnosi di celiachia vera e propria, ma che è circa 6 volte più frequente della celiachia.

Essere sensibili al glutine significa avere sintomi simili a quelli della celiachia senza però esserne affetti.

In caso di sensibilità al glutine i sintomi caratteristici (gonfiore, dolori addominali, mal di testa, ecc.), sono molto sfumati e tali da essere confusi, il più delle volte, con una normale colite o con la o sindrome del colon irritabile.

La sensibilità al glutine non è una condizione facilmente diagnosticabile, anche perché il livello di sensibilità è individuale, e la stessa può presentarsi o scomparire del tutto nel corso degli anni.

Nell’ultimi decenni , per fortuna, si sono moltiplicate le industrie che producono alimenti dietetici senza glutine.

Questo ha permesso di vivere la condizione celiaca seguendo si delle regole precise, ma senza compromessi.

I prodotti senza glutine, che possono essere acquistati e consumati in tutta sicurezza, sono contraddistinti da un simbolo internazionale: la spiga di grano sbarrata.

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