le caramelle possono essere lassative?

le caramelle possono essere lassative?

Qual è l’origine delle caramelle?

Le prime caramelle arrivano in Italia, dal Medio Oriente, intorno al 1100 a.C. e non avevano assolutamente l’aspetto con cui le conosciamo oggi.

Erano perlopiù dei bastoncini dolci ricavati dalla canna da zucchero detti appunto “canna mellis” il cui nome richiamava il miele, il dolcificante più conosciuto a quei tempi.

In seguito, da “canna mellis” derivò la parola spagnola “caramel“, poi italianizzata in caramella.

A quel tempo le caramelle erano una rarità e costavano moltissimo e per questo potevano essere assaporate solo in ambienti molto aristocratici o se si apparteneva a determinate fasce sociali.

Quando più tardi fu scoperta la possibilità di ricavare lo zucchero anche dalla barbabietola coltivabile in Europa, e non solo dalla canna che doveva essere importata dai Caraibi, il consumo aumentò.

Le caramelle hanno proprietà salutari?

I primi prodotti zuccherati, simili alle caramelle conosciute oggi, erano dei confetti dolci composti con l’orzo perché, in passato, si riteneva che questo cereale avesse dei benefici contro la tosse grassa.

Questa particolare lavorazione veniva però fatta solo nelle farmacie, il che le rendeva ancora molto costose.

La vera diffusione popolare si ebbe solo dopo la prima guerra mondiale quando i piccoli laboratori aumentarono la loro produzione fino a diventare delle piccole aziende.

Negli anni successivi le industrie iniziarono a incartarle per abbellirle e per proteggerle e a produrre svariate specialità che ancora oggi sono in commercio.

Furono create caramelle morbide, gelatinose, dure e agli aromi più svariati come al caffè, alla liquirizia, agli agrumi o alle erbe che venivano vendute, a volte, anche con inverosimili indicazioni terapeutiche che le volevano balsamiche, digestive o addirittura dissetanti.

Le caramelle sono lassative?

Per ragioni economiche e commerciali negli ultimi decenni l’industria dolciaria è andata alla ricerca di dolcificanti, sostituti dello zucchero, che rendessero le caramelle meno caloriche, light o perlomeno che le facessero sembrare tali.

Per questo motivo, per addolcire le cosiddette caramelle “senza zucchero”, spesso i produttori di dolciumi ricorrono all’utilizzo di sostanze alternative come il sorbitolo e lo xilitolo  che dolcificano di più o come lo zucchero ma che apportano meno calorie.

Queste sostanze, che sono molto usate anche nella produzione di chewingum e similari, sono sì degli ottimi sostituiti dello zucchero perché aiutano a preservare la salute dei denti combattendo la carie  e migliorandone certamente la qualità complessiva, ma possono anche influenzare la motilità intestinale di chi ne è più sensibile, intollerante o ne fa un consumo esagerato.

Infatti, quando nell’adulto il consumo di questi edulcoranti supera i 20-25 g al giorno, che sono pari a circa 8-10 caramelle, la loro azione stimolante sull’apparato gastrico può dare origine a un fastidioso effetto lassativo.

 

 

 

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