Cellulite: cosa mangiare?

Cellulite: cosa mangiare?

Cos’è la cellulite?

La cellulite ha una definizione ben precisa che rispecchia a pieno la complessità del fenomeno patologico: si tratta, infatti, di una dermo-ipodermo panniculopatia edemato fibro- sclerotica.

Rappresenta, in sintesi, un’alterazione che avviene nel derma e nell’ipoderma, che interessa il pannicolo adiposo (panniculopatia) con caratteristiche edematose (accumulo di liquidi al di fuori dei vasi), di fibrosi (per “ispessimento” delle fibre reticolari), di sclerosi (per aumento delle fibre elastiche e del tessuto cicatriziale in genere).

In conclusione alla base ci sarebbe un difetto dei vasi, che non sarebbero in grado di portare sangue ossigenato ai tessuti e di “pulirli” dalle sostanze tossiche accumulate.

Questo, a poco a poco, produrrebbe uno stato di sofferenza delle cellule e una progressiva modificazione dei tessuti che, andando incontro a degenerazione, perderebbero le proprie caratteristiche di elasticità e funzionalità.

Pertanto la cellulite non è un’alterazione localizzata, ma generalizzata che si manifesta fondamentalmente in zone in cui la cattiva circolazione vascolare è più comune.

Non si ha una localizzazione specifica, ma si manifesta in ogni sede (almeno in teoria) dove vi sia un difetto d’irrorazione.

Questa famosa buccia d’arancia, quindi, non è solo un accumulo di acqua e non è assolutamente un eccesso di grasso.

Perché si forma la cellulite?

Molti studi sostengono che l’origine della malattia sia vascolare (cioè dei vasi).

Esisterebbe di base una generale cattiva circolazione (arteriosa, venosa, linfatica), che induce un cattivo funzionamento delle cellule dei tessuti coinvolti da tale irrorazione sanguigna.

Pertanto l’interessamento delle cellule adipose sarebbe l’effetto piuttosto che la causa della malattia, che avrebbe una giustificazione fisio-patologica più generalizzata.

Casa fare contro la cellulite?

Una volta identificata con certezza la forma patologica (potrebbe anche trattarsi di sovrappeso) può essere utile, per limitare il deterioramento tessutale e favorire i processi di “riorganizzazione” dei compartimenti, praticare una costante attività fisica che aumenti il tono muscolare e seguire una corretta alimentazione che elimini gli abusi.

Questi “interventi” sono da intendersi in un’ottica preventiva, utile soprattutto in chi non abbia ancora manifestato l’effetto della cellulite ed è in questa prospettiva che gli alimenti possono incidere in maniera negativa o positiva sui processi che partecipano alla formazione della cellulite.

La dieta deve essere varia ed equilibrata evitando gli eccessi e soprattutto le carenze alimentari.

In generale è bene mangiare suddividendo la giornata in cinque pasti, tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) più due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio.

È bene alimentarsi con quantità moderate a ogni pasto, limitando l’assunzione di bevande alcoliche e introducendo stabilmente nell’alimentazione una quota adeguata di frutta e di verdura.

Quali sono i cibi che combattono la cellulite?

Nell’alimentazione quotidiana devono trovare posto tutti quei cibi che con le loro proprietà nutrizionali migliorano le funzioni vascolari, l’elasticità della pelle e combattono lo stress ossidativo contrastando l’azione dei radicali liberi.

Da questo punto di vista gli alimenti integrali sono sempre da preferire perché non solo hanno effetti positivi sul metabolismo di lipidi e carboidrati, ma anche perché sono ricchi di composti fenolici che combattono lo stress ossidativo.

È consigliabile consumare più volte alla settimana ogni sorta di legume (ceci, piselli, soia, lenticchie, ecc.) perché con i loro fitoestrogeni promuovono un’azione antiossidante e d’inibizione dell’angiogenesi patologica (danneggiamento dei tessuti).

Frutti freschi aciduli come per esempio kiwi, pompelmo, arance, limoni, bergamotto, frutti di bosco, ananas o alcune verdure e ortaggi freschi come la lattuga, gli spinaci, i broccoli, i cavoli, i peperoni sono più che consigliati perché ricchi di fenoli e di vitamina C, l’antiossidante per eccellenza.

Bere 2 litri di acqua al giorno è un altro efficace modo di combattere la cellulite perché la disidratazione favorisce la ritenzione idrica.

Inoltre, in un organismo ben idratato la circolazione sanguigna ha più capacita di rimuovere le sostanze tossiche che ristagnano nei tessuti.

Quali sono i cibi da evitare per la cellulite?

Ci sono altri cibi, invece, che vanno consumati con moderazione o evitati del tutto, perché se introdotti in quantità esagerate inducono, tra l’altro, stress ossidativo e conseguente infiammazione che favorisce i processi metabolici alla base della ritenzione idrica e dell’aumento delle adiposità.

Per questi motivi bisogna fare attenzione ai cibi ricchi di acidi grassi saturi come, ad esempio, il burro, lo strutto, l’olio di palma o a quelli ricchi anche di sodio, come gli snack salati e i salumi in genere.

Da evitare anche il consumo troppo frequente di carni rosse, anch’esse ricche di grassi saturi.

Dovrebbero essere evitate le bevande zuccherate e bisognerebbe, perlomeno, moderare il consumo di dolci, ricchi di zucchero raffinato o di grassi saturi.



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